Il grattacielo

Scritto da Evk. Postato in Facebook

Seguendo il suo sguardo, Carlo osservò il cielo e le nuvole che, spinte da un vento insolitamente vivace per quella stagione, si arrotolavano e s’incirrivano intorno alle strutture più alte del grattacielo, simile a un enorme tronco spiraleggiante con decine di rami, che gradualmente diventavano orizzontali.

Era tutto ricoperto da forme di vegetazione selezionate a seconda dell’altezza dal suolo, a partire dalla flora erbacea palustre tipica della pianura, su su attraverso biancospini, pioppi, frassini, salici bianchi, olmi e farnie maestose, fino ai primi sempreverde alpini con il relativo sottobosco. I suoi occhi percorsero dall'alto verso il basso quella vera e propria enciclopedia vegetale vivente, fusa con la struttura del palazzo grazie a terrazzamenti e piattaforme, con autentici torrenti e cascate nascenti dalle sezioni più elevate.

La sede milanese dell’UFE era ormai considerata a livello mondiale il modello per eccellenza dell’Architettura Bio-Dinamica. Un albero di alberi, una città nella città, che riusciva a fondere la bellezza delle linee semplici con quella delle forme frattali.

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