Ingresso V

Scritto da Evk. Postato in Facebook

Ad una prima, superficiale, occhiata, Ingresso V poteva ricordare un'antica piattaforma petrolifera, ma priva del groviglio di tubazioni che caratterizzava tali strutture.

Un solo, grande, cilindro ne occupava la parte centrale, sprofondante nelle acque agitate dal maestrale, fortunatamente non molto violento quella mattina. Sul cilindro si arrampicavano, partendo da una certa distanza, nove colonne, ognuna abbastanza spessa da contenere agevolmente il catamarano da trenta metri con il quale si stavano avvicinando da Nord Ovest, per sfruttare il vento in poppa. Le colonne compivano una sorta di spirale intorno al cilindro, con tratti diritti alternati a curve nette, salendo con un'inclinazione di quarantacinque gradi e avvicinandosi fino a convergere sulla cima, dove la parte centrale si stringeva gradualmente fino a diventare sottile in modo inquietante.

Dal basso non si poteva distinguere ma il dottor Dante sapeva che la punta, fatta di un super-materiale dal nome impronunciabile, era effettivamente molto sottile, fino ad arrivare a un solo atomo di spessore, tanto che intorno ad essa era stato creato un campo elettrico, al solo scopo di impedire che qualche uccello imprudente andasse a conficcarvisi. Sapeva anche che i motivi di tale sottigliezza, così come del numero delle colonne, erano fisici, non estetici.

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