Leviatano

(…)
All'orizzonte era apparsa una massa nebulosa, che si definiva meglio man mano che l'Hoverfly si avvicinava. Una città galleggiante, ecco la prima impressione che ebbe il Procuratore osservando il visore olografico (il velivolo era privo di finestrini).

L'immagine era sfocata e continuava ad andare e venire, perché il sistema di rilevazione dell'Hoverfly faticava a penetrare i vari sistemi di disturbo che rendevano invisibile l'isola ai radar e ai satelliti. Infine, man mano che si avvicinavano, divenne più chiara. 

Sembrava l'incrocio fra uno smisurato sommergibile e i cosiddetti «super-caccia stellari» di un antico film di fantascienza che piaceva molto a Marx. L'isola era lunga almeno due chilometri e raggiungeva i trecento metri di larghezza nel punto più ampio. 

E si muoveva, altro che se si muoveva: solcava rapida le acque come… - ecco, come il Leviatano - pensò il Procuratore. Eppure le gigantesche onde create da quella massa mostruosa si placavano dopo poche decine di metri, quasi venissero assorbite dall'oceano senza lasciare traccia.
(…)

Le case cantanti

(Il Muto) Arrivò dal suo ospite in tempo per l'ora del tè.

La villa, isolata al centro di un ampio podere in parte coltivato a lino e cicoria, in parte coperto da un bosco ben tenuto di querce e olmi secolari, fondeva l'architettura rurale tradizionale con le ultime soluzioni tecnologiche per l'efficienza energetica e la difesa dai tornado, che negli ultimi decenni avevano spazzato l'Europa Centrale con sempre maggiore frequenza.

Con la capacità di adattamento che gli era propria, la popolazione si era organizzata prima con i rifugi sotterranei, poi con le strutture di rinforzo in Mevlar, un polimero bio-sintetico che fondeva le proprietà dell'acciaio con quelle della tela di ragno, per impedire il cedimento strutturale delle abitazioni. Il risultato estetico era un bizzarro miscuglio, non sempre spiacevole, fra la semplicità delle antiche abitazioni dai tetti rossi particolarmente spioventi e strani castelli techno-fantasy agganciati al terreno da innumerevoli cordicelle.

Poiché quando c'era vento forte le corde tendevano a vibrare, dopo anni di studio erano stati messi a punto dei sistemi di accordatura dinamica che avevano reso giustamente famose le «case cantanti» delle pianure nord-europee.

Era stato riconosciuto già da un paio di chilometri di distanza e trovò il cancello di ingresso aperto, così come il portone di casa. Parcheggiò il suo mezzo al riparo di una grande quercia alta come una casa di undici piani e dal tronco di almeno 4 metri di diametro, quindi percorse a piedi il vialetto che si snodava fra numerose aiuole piene di tulipani gialli e rossi. 

Un enorme gatto, anch'esso rossiccio, lo osservava placido da una sedia a sdraio vicino all'ingresso. Accortosi che faceva le fusa, il Muto si fermò qualche secondo per carezzarlo.
- Ti sono sempre piaciuti gli animali, Lucas.
(...)

La danza di Yu

(Yu) Entrò nel vicolo, mantenendosi vicina alla parete sinistra, fino ad arrivare in una piccola corte apparentemente vuota. Si abbassò istantaneamente prima di rendersi conto della direzione da cui arrivava il primo colpo, che la mancò di poco, e si voltò in posizione di guardia.
Un uomo alto, robusto, vestito con semplicità per non attrarre l’attenzione, la guardava con un sorriso maligno. I tratti orientali e la mascella rigida, il profilo affilato, gli occhi stretti, scuri e penetranti acuivano la freddezza sprezzante della sua espressione mentre la scrutava dall’alto in basso.

- Ti ho trovata, mezzosangue - disse con voce tagliente e malevola.
- Mi hai trovata - rispose Yu, fredda. - Chi ti manda?

Il sorriso di lui si allargò.
- Non ha molta importanza la conoscenza, là dove stai per andare.
Mosse la mano fulmineo lanciando qualcosa verso la gola di Yu, che si scansò con un movimento tanto rapido quanto morbido e apparentemente tranquillo, mentre due sottili lame di metallo si conficcavano nel portone in legno alle sue spalle. La musica dei tamburi Taiko, che si era nuovamente fermata in perfetta sincronia con la loro conversazione, riprese vigorosa, scandendo i movimenti dei due avversari che adesso si affrontavano con attacchi rapidissimi e letali dell’uomo ai quali Yu rispondeva con difese e attacchi altrettanto veloci e sempre più decisi, mischiando con fantasia differenti stili di differenti arti marziali. 

Yu danzava ancora, ma questa volta era una danza di morte. 
(…)

Scena originalmente concepita da Manuel Leale

Moebius

Jean Giraud, in arte Moebius, ci ha lasciato. 

Un'ispirazione continua per il romanzo che proprio in questi giorni sto finendo di scrivere, si è messo in viaggio per altre dimensioni prima che glielo potessi far leggere.

"… Venezia … Ci sono profondità che la gente neppure sospetta in questa città, voragini senza fondo sulle quali si passa inconsapevoli… "

Addio e salve, come sempre.

Protocollo

Protocollo di sicurezza per i Circuiti Nanoquasici - Versione 1.22
A cura del Coordinamento Generale per le Ricerche di Frontiera
Oslo, 14 dicembre 2075

  • La presente documentazione si applica alla metodologia sperimentale seguendo i criteri sanciti dalle leggi vigenti nell’Unione Federale Europea. Qualunque altro protocollo messo a punto oppure proposto oppure abbozzato da qualsiasi altro ente di ricerca governativo o privato, pur se partecipante a pieno titolo al progetto di ricerca, sottostarà integralmente a quanto ivi stabilito.
  • Qualunque procedura che coinvolga l’utilizzo dei Circuiti Nanobionici a Stato Sovrapposto Quasi-Extradimensionali, d’ora in avanti Circuiti Nanoquasici, presuppone la presenza di almeno due operatori con certificazione di primo livello e comprovata esperienza nell’utilizzo di sistemi robotici a tripla schermatura. Ogni eventuale intervento diretto, peraltro deprecato se non in casi di comprovata eccezionalità, avverrà in ambiente isolato e sterile, utilizzando tute di classe A.a1 o superiore e doppia fase di decontaminazione magnetica al termine delle operazioni. 
  • Ogni soggetto coinvolto nella sperimentazione, senza eccezione alcuna, verrà sottoposto a procedura di nano-bio-scansione sia all’ingresso che all’uscita dagli ambienti interessati alla ricerca sperimentale. Eventuali incidenti saranno curati nell’infermeria interna, fornita di tutte le attrezzature necessarie al trattamento delle Mutazioni Molecolari Indotte (MMI) in fase iniziale.
  • Ogni soggetto coinvolto nella sperimentazione, senza eccezione alcuna, verrà preventivamente informato e sarà di conseguenza pienamente consapevole del fatto che, allo stato attuale delle conoscenze in materia, non esistono metodi efficaci di trattamento delle mmi in fase avanzata e firmerà di conseguenza una liberatoria con firma digitale a criptatura genetica autenticata dal proprio Personal Device.