First Again

Forse che sono un guerrafondaio? No, assolutamente no.
 
Effettivamente fu solo dopo avere concluso le prime stesure del mio “Montecristo Project” che mi resi conto del peso dell’aspetto “militare” (non militaresco!) della storia.
 
Ovviamente letture come “Fanteria dello Spazio” di Heinlein e il magnifico “Crociera nell’Infinito” di Van Vogt hanno avuto la loro influenza.
 
Soprattuto quest’ultimo, con la sua anticipazione concettuale dello studio dei sistemi complessi – questa nuova impostazione scientifica che ha fatto vincere il nobel al nostro Giorgio Parisi  nella figura del “connettivista“, l’opposto esatto del riduzionista.
Un pensatore non schiavo di paradigmi o schemi, capace di pensiero laterale e in grado di mettere in relazione aspetti della realtà apparentemente lontanissimi, di trovare connessioni che illuminano improvvisamente la tenebra di un problema insolubile.
E di far dialogare, sull’astronave, (la mitica Space Beagle) i due litigiosi gruppi degli scienziati e dei militari!
 
Chissà se nel mio romanzo sono riuscito a far passare questa stessa passione, questo sutupore innanzi al mondo, questo amore sviscerato per il mistero della conoscenza.
A voi la palla… leggete e recensite.
 
P.S. Accetto critiche 😉