20220719 Recensione

Premessa

Quando un autore pubblica un libro lo fa in parte con la speranza che abbia un vero successo, magari di quelli che cambiano la vita, soprattutto quando investe 12 anni nella scrittura di un unico grande romanzo (la cui storia continuerà). Ma questa è solo la parte più “esteriore” del sogno. Il vero autentico sogno di un autore è condividere una passione.
Ovvero che chi legge entri nella tua passione come in un mondo, la esplori, la apprezzi o la critichi ma che comunque la veda.
Ecco, Lucio Bragagnolo finora è colui il quale ha espresso più di ogni altro questo talento, che non è un talento da poco: prendere un’opera, smontarla, analizzarla da tutti i punti di vista – magari cogliendo qualcosa che lo stesso autore non aveva colto fino in fondo – rimontare il tutto e scrivere qualcosa che è ben più di una recensione, è piuttosto un James Webb letterario, un telescopio che permette di vedere più lontano – nelle intenzioni – e rendere il tutto più vicino – nelle percezioni.
Insomma, ce ne fossero.

La recensione di Lux - Parte due - 19 luglio 2022

Pagina originale sul blog macintelligence.org

Non mi sono dimenticato de La Prima Colonia; anzi, sono finalmente arrivato in fondo alla lettura. Se ci ho messo così tanto dipende da me, il libro non c’entra. Ho trovato finalmente un’organizzazione di lettura compatibile con il giusto ritmo per questo libro, che si gusta meglio a mio parere con monoporzioni giornaliere.

Dopo la parte zero di questa recensione, in cui esponevo i miei criteri, e la parte uno , come è fatta l’opera, oggi parliamo di che cosa fa l’opera.

Abbiamo già detto che è fantascienza dura e pura e che intreccia un respiro cosmico con uno di vita quotidiana, chiedendosi e suggerendoci come potrebbero essere tra qualche decina di anni tante componenti della nostra società che oggi hanno un ruolo più o meno preminente. Ok, ma che cosa succede?

Lo scenario è intricato. Ci sono vari filoni narrativi che si intrecciano; alcuni si risolvono, altri si chiudono con cliffhanger che rimandano al prossimo o ai prossimi libri (The Montecristo Project è una trilogia e La Prima Colonia è il primo libro).

Uno di questi filoni, posso parlarne perché Edoardo (l’autore) lo scrive senza patemi nei materiali promozionali, è la nascita di una coscienza artificiale (non intelligenza; coscienza). Se parlassimo di voli aerei, sarebbe quello a quota più alta.

Più sotto, a quote diverse, abbiamo spionaggio governativo, un (un?) amore che nasce, angiporti di una città cara all’autore, il futuro delle comunità open source, una nuova forma di contatto umano con altri mammiferi, famiglie difficili, politici problematici, hacker geniali, nanomacchine malandrine, un esperimento rivoluzionario, sabotaggi di alto profilo, organizzazioni criminali, un diverso ordine mondiale, scienziati vecchi e giovani a confronto, credo di dimenticare diverse componenti.

L’universo de La Prima Colonia è composto da stringhe; per ognuna di queste situazioni c’è una vicenda che si dipana. Come è facile intuire, alla fine del libro (o dei libri) le varie stringhe, all’inizio distanti e apparentemente divergenti, si intrecceranno solidamente. Quante, quali e come va lasciato alla lettura.

Ogni capitolo (ogni glifo, nel gergo dell’opera) si focalizza su una di queste storie e la porta avanti. Per questo parlavo inizialmente del ritmo giusto da dare alla lettura della storia. Mi sono reso conto che non aveva senso aggredire il tomo e mescolare nanomacchine con stupefacenti (nel libro, nel libro…). Invece, molto meglio una giusta dose al giorno di un contenuto univoco: oggi gli infiltrati nell’organizzazione, domani il ragazzo alla ricerca di un perché, dopodomani Carlo e Francesca eccetera eccetera.

Chi ha letto qualcosa della genesi del libro sa che balenò la possibilità di una versione cinematografica; la struttura del libro, con i filoni che procedono paralleli andando verso la conclusione comune, è mooolto cinematografica.

Vincerà lo spirito di gruppo oppure l’obbedienza agli ordini? Che cosa sta combinando Bea? Chi c’è veramente dietro gli sforzi di sabotaggio della Grande Impresa? È veramente amore o un semplice trovarsi coinvolti insieme in un meccanismo che mette a dura prova corpi e menti?

Questo e altro ancora sono che cosa fa il libro. Gli spunti narrativi sono numerosi e ovviamente qui non si svela nulla. La cosa di cui ci si rende conto a un certo punto è che, tra inseguimenti, intrecci politici, armi cibernetiche, esperimenti arditi, operazioni azzardate, interferenze militari e passeggiate in monoruota ci si perde in un turbine di vicende, piacevolmente. Ci si chiede come andrà a finire tutto. Intanto, la coscienza artificiale sullo sfondo cresce, evolve, si trasforma e sembra non avere parte nel quadro, quando invece ne è il fondamento.

Forse è qualcosa che sta succedendo anche nel mondo reale e non lo sappiamo. Non ancora.

La prossima volta completerò la recensione raccontando come lo fa, come La Prima Colonia risponde (o meno) alle mie aspettative.

Lucio “Lux” Bragagnolo

La recensione del giornalista e blogger Lucio Bragagnolo - Parte 2

Matteo e Bea

Matteo e Bea

(…) Bea allora superò la paura delle botte e lo abbracciò.
Il contatto con quel corpo delicato, morbido e sinuoso ebbe un effetto calmante su Matteo, che ricambiò l’abbraccio con una tenerezza che non gli era affatto abituale.
– Bea, Bea – diceva, ancora piangendo, ma non più soltanto per la paura.
Come una diga che tracima improvvisamente, tutti i dispiaceri, i torti, le dimenticanze, le sudicerie, le botte date e prese, soprattutto prese, le delusioni, le amarezze, gli schifi e le disperazioni della sua vita gli sgorgarono irrefrenabili dal petto, dilagando come il mare spinto dallo Tsunami, senza più conoscere ostacoli, inarrestabile e avvolgente, come il loro abbraccio: un abbraccio totale di due corpi disperati che volevano fondersi, compenetrarsi. Senza neppure sapere come, Bea si era tolta la maglietta e adesso il suo seno premeva dolcemente sul petto di lui.
Fecero l’amore a lungo, come mai era loro capitato, con passione e delicatezza allo stesso tempo, senza più violenza, senza urla o parolacce o grida, come fosse la prima volta, per Bea ma anche per Matteo, che adesso, all’improvviso, si rendeva conto di quanto la amasse.
Per un poco, solo per un poco, Matteo si sentì un uomo nuovo.

The Montecristo Project – La Prima Colonia
Capitolo 3 scena 5: Matteo e Bea

Dipinto di Gustav Klimt – Il Bacio

Altri assaggi del libro

La faglia
La faglia

“Una faglia dormiente nella crosta continentale subì una pressione repentina e si agitò, come un’enorme bestia che si risveglia dopo un lungo sonno e scuote le spalle […]

Il sogno
Il sogno

Si fermò, stupefatto per l’assenza assoluta di fatica, accanto a un torrentello che scorreva lambendo un grande masso, caduto dall’altura soprastante chissà quanto tempo prima […]

Il Muto
Il Muto

(…) Il Muto aveva quel modo di guardarti fisso, intenso, che sembra scavarti nell’anima ma con gentilezza, come il bisturi del chirurgo che vuole salvarti la vita […]

Spulciato
Spulciato

(…) Gli prendeva un certo imbarazzo, a Matteo, rendendosi conto che col Muto riusciva a sfogarsi, a tirar fuori le sue magagne personali (…)

Nanobot
Nanobot

I minuscoli movimenti, tanto rapidi quanto impercettibili, trasmettevano le informazioni all’interno della colonia dei costruttori […]

I Tigrotti
I Tigrotti

Il chiasso improvviso la mise in allarme. Un branco di pischelli attraversò il vagone ridendo e vociando, accompagnati da un sottofondo musicale crack-metal ad alto volume. […]

Inseguimento
Inseguimento

Improvvisamente un’altra monoruota si affiancò alla loro. – E questo chi è? Il pilota, il cui volto era nascosto da un casco integrale […]

L’Ente Agente
L’Ente Agente

Quando l’Ente iniziò a computare, in alcune sue particolari funzioni, la strategia migliore per raggiungere lo scopo prefissato, ne risultò che avrebbe dovuto muoversi con estrema circospezione. […]

L’isola
L’isola

(…) L’isola pareva allo stesso tempo elegante e non finita, come una scultura ancora in fase di creazione nello studio di un artista. […]

Salta-in-alto
Salta-in-alto

Era stata una buona giornata. Il branco stava tornando dal lungo giro nei territori di caccia, a nord-ovest dell’Isola di Capraia per poi puntare verso la Gorgona. […]

Protocollo
Protocollo

Protocollo di sicurezza per i Circuiti Nanoquasici – Versione 1.22 – A cura del Coordinamento Generale per le Ricerche di Frontiera – Oslo, 14 dicembre 2075 […]

Temporali lontani
Temporali lontani

(…) La terrazza era stata ottenuta tagliando via una grande parte del tetto dall’edificio principale ed era disposta su più livelli, in modo da permettere una visione a trecentosessanta gradi della volta celeste. […]

Ricorsività
Ricorsività

(…) Avrebbe potuto usare la sintesi vocale, il Muto, ma preferiva quello strano insieme di gesti, segni ideografici e disegni proiettati sulla retina dell’interlocutore […]

Camera quantistica
Camera quantistica

La stanza era apparentemente vuota. La luce e la disposizione geometrica delle pareti giocavano strani scherzi e parevano mutare angolazione e forma a seconda del punto di osservazione. […]

Zhi Yao
Zhi Yao

Il Massimo Comandante del Guojia Anquan Bu sorrise ironico, osservando allo specchio le numerose medaglie appuntate sulla sua giacca. Piccolo di statura e dai tratti squisitamente orientali, appariva molto anziano. […]

L’antica saggezza
L’antica saggezza

(…) Tacquero per diversi minuti, complice l’arrivo del tè. Fu servito da una coppia di anziani cinesi, con il cerimoniale GongFu Cha, come da disposizione del procuratore. […]

Decisione
Decisione

(…) Napoleone Bonaparte sedeva nella sua tenda da campo, cupo, in attesa del ritorno dei soldati inviati in perlustrazione. Non era riuscito a chiudere occhio, anche per il dolore sordo allo stomaco, tanto accentuatosi negli ultimi giorni. […]

Tentazione
Tentazione

(…) La ragazza danzava nel bosco, entrando e uscendo dai giochi di luci e ombre che il sole, alto nel cielo, creava fra i rami primaverili. Il cavaliere, nascosto dietro un grande cespuglio di mirto, la fissava tremando per la tensione. […]

Mare
Mare

(…)Mare.Tuffarsi nell’acqua tersa come cristallo, nuotare velocissimi qualche metro sotto, dove i raggi di luce sembrano danzare nello spazio di una cattedrale senza fine e senza fondo. […]

Le case cantanti
Le case cantanti

La villa, isolata al centro di un ampio podere, in parte coltivato a lino e cicoria e in parte coperto da un bosco di querce e olmi secolari, fondeva l’architettura rurale tradizionale con le ultime soluzioni tecnologiche per l’efficienza energetica e la difesa dai tornado, che negli ultimi decenni avevano spazzato l’Europa centrale con sempre maggiore frequenza.

L’albero
L’albero

Carlo osservò il cielo e le nuvole che, spinte da un vento insolitamente vispo per quella stagione, si arrotolavano e s’incirrivano intorno alle parti più alte del grattacielo. (…)

Prologo
Prologo

[…] […] […]
Buio, indistinto, niente.
Vuoto, immenso, vuoto.
[…] […]

Matteo e Bea
Matteo e Bea

(…) Il contatto con quel corpo delicato, morbido e sinuoso ebbe un effetto calmante su Matteo, che ricambiò l’abbraccio con una tenerezza che non gli era affatto abituale. (…)

De Principatibus
De Principatibus

Ma colui che arriva al principato col favore popolare, si trova a governare da solo, e intorno a sé non ha nessuno, o pochissimi, che non siano pronti a ubbidire. Oltretutto, non si può onorevolmente e senza danneggiare altri accontentare i potenti, ma si può soddisfare il popolo: (…)

Scegliere
Scegliere

Carlo faticava a prendere sonno.
Giaceva sul letto, supino, osservando la Via Lattea che ruotava lentamente sul soffitto e ascoltando in sottofondo l’adagio da ‘L’Autunno’ di Vivaldi. Ma neppure una combinazione così intensamente distensiva riusciva a rasserenarlo. (…)

Francesca
Francesca

Nonostante il blando calmante che Carlo, dopo non poche insistenze, era riuscito a farle assumere, la tensione in lei era ancora troppo alta per permetterle anche solo di pensare di andare a letto.

Errore
Errore

– Ci siamo quasi. – Oltre a gestire la sua trappola, Jin era uno degli incaricati che avrebbero seguito la procedura, pronti a intervenire in caso di problemi. Due operazioni una più complessa dell’altra, il tutto in un ambiente pieno di colleghi esperti, giornalisti scientifici selezionati, sistemi di controllo e Dronicam.

L’Ente Esistente
L’Ente Esistente

L’Ente giaceva placido e sonnolento, non avendo alcun nemico naturale né alcun organismo in grado di concorrere nella Sua nicchia ecologica. Poteva quindi permettersi di oziare, lasciando che le Sue innumerevoli propaggini, i Suoi pseudopodi, le Sue connessioni verso l’esterno e all’interno di Se stesso provvedessero autonomamente ai bisogni primari (…)

Galassia Relazionale
Galassia Relazionale

Si alzò e si avvicinò alla lavagna interattiva, cancellandone la superficie con un gesto della mano, quindi si voltò verso gli altri. – L’idea di partenza è estremamente semplice. Si basa sul principio della conoscenza reciproca.

L’Ente Comunicante
L’Ente Comunicante

Tutto accadeva in femtosecondi, lampi di pseudo.concetti espressi in proto.linguaggi si intrecciavano in strutture di sublime complessità.

L’Ente Errante
L’Ente Errante

L’Ente inciampò, e cadde. Non interamente: sarebbe stato fisicamente impossibile il crollo contemporaneo di tutti i Suoi sottosistemi, a meno che l’intero pianeta per qualche motivo venisse danneggiato in maniera irreparabile e non solo in superficie.

Livorno futura
Livorno futura

Una città che aveva conosciuto periodi di vitalità e depressione, di splendore e decadenza, talvolta anche più intensi di quelli vissuti dalle sue sorelle maggiori, Pisa, Lucca, Firenze, artisticamente e storicamente più importanti.
Una strana città, Livorno.

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La faglia
La faglia
Il sogno
Il sogno
Il Muto
Il Muto
Spulciato
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Nanobot
Nanobot
I Tigrotti
I Tigrotti
Inseguimento
Inseguimento
L’Ente Agente
L’Ente Agente
L’isola
L’isola
Salta-in-alto
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Protocollo
Protocollo
Temporali lontani
Temporali lontani
Ricorsività
Ricorsività
Camera quantistica
Camera quantistica
Zhi Yao
Zhi Yao
L’antica saggezza
L’antica saggezza
Decisione
Decisione
Tentazione
Tentazione
Mare
Mare
Le case cantanti
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L’albero
L’albero
Prologo
Prologo
Matteo e Bea
Matteo e Bea
De Principatibus
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Scegliere
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Francesca
Francesca
Errore
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L’Ente Esistente
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Galassia Relazionale
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L’Ente Comunicante
L’Ente Comunicante
L’Ente Errante
L’Ente Errante
Livorno futura
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