13 giorni al libro cartaceo

Inseguimento al porto
Inseguimento al Nuovo Dock - Illustrazione di Fabio Porfidia http://www.loscrignodicarter.it

Improvvisamente un’altra monoruota si affiancò alla loro. – E questo chi è?

Il pilota, il cui volto era nascosto da un casco integrale, fece dei segnali con il braccio indicando loro di spostarsi il più possibile a destra.

– Che ne so! Ma credo sia dalla nostra parte. – Rispose Francesca, seguendo il suggerimento.

La seconda monoruota rallentò e, curvando in un grande cerchio, sembrò perdere qualcosa sul terreno, creando una linea trasversale di colore rossastro, quindi accelerò nuovamente per raggiungerli. Appena i mezzi degli inseguitori raggiunsero la linea persero il controllo. Due auto si scontrarono fra di loro e capitombolarono entrambe oltre il parapetto del dock, travolgendo anche una delle moto il cui pilota fece un volo di almeno cinquanta metri per rimanere poi, immobile, a terra, mentre una seconda moto veniva investita dal suo mezzo impazzito. L’auto rimasta ebbe un’accelerazione improvvisa che le permise di avvicinarsi alla monoruota dello sconosciuto. Quando sembrava che stesse per investirlo, questi frenò di colpo, quindi accelerò passando radente la fiancata sinistra. Ci fu un lampo e la parte inferiore e superiore dell’automobile si divisero di netto, come se un’enorme, affilatissima lama l’avesse sezionata in orizzontale, appena sopra le ruote. La parte inferiore continuò la sua corsa per andare infine a schiantarsi contro una delle gigantesche gru semoventi, mentre quella superiore planò a terra e poi iniziò a rotolare a una velocità tale da disintegrarsi.

Francesca rallentò per accostarsi al loro salvatore, che adesso si era fermato e osservava la fuga degli assalitori.

– Chi sei? Ti dobbiamo la vita.

L’altro si tolse il casco in silenzio. 

Era un uomo alto, magro, apparentemente sulla quarantina, il volto dai tratti decisi, i capelli biondi tagliati corti. Ma quello che li colpì fu il suo sguardo, due occhi azzurri che sembravano leggerti dentro.

Senza una parola si rimise il casco, fece un cenno di saluto e partì come il vento, mentre alle loro spalle atterrava l’Hoverfly della squadra di protezione.

Illustrazioni di Fabio Porfidia

Monoruota iRoute 99
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