20260803 Angelo Messina
Il secondo volume di questa avvincente saga, si fa leggere rapidamente perché coinvolge e “prende”. Nonostante il ritmo incalzante si percepisce che il bello deve ancora arrivare: un vero “page turner”.
The Montecristo Project
Nella parte zero di questa miniserie ho spiegato i criteri con cui ho scelto di parlare dell’opera letteraria (e non solo) che Edoardo ha appena dato alle stampe e ai download. Oggi, a rispettare almeno una promessa, si parla di come è fatta l’opera.
Per cominciare, è una narrazione ipertestuale e vorrei sottolineare subito che intendo una cosa diversa da un ipertesto, termine questo capace di entusiasmare o esasperare allo stesso tempo, in funzione delle esperienze vissute e dell’opinione verso l’uso davvero povero che finora l’umanità ha fatto dello strumento, in attesa di superare condizionamenti mentali millenari e accorgersi delle sue potenzialità.
L’autore qui è stato accorto e, dopo essersi scornato contro i limiti delle tecnologie ipertestuali odierne, ha attuato un compromesso che a mio parere ha valorizzato la storia e pure l’ipertesto, in un raro esempio di positività. La narrazione è infatti lineare come chiunque è abituato a concepirla e questo primo libro del Montecristo Project può essere appunto letto come un libro. Non è un librogame che ti fa saltare da pagina 28 a pagina 50 a pagina 99 e la bussola di dove e che cosa stiamo leggendo è sempre bene orientata.
Nel 2022, tuttavia, operare un compromesso a sacrificio delle possibilità iperetestuali sarebbe stata una occasione persa: per fortuna l’ipertesto c’è ed è sano, aumenta il piacere della lettura, aggiunge un piano diverso alla lettura stessa, si inserisce perfettamente nello stile dell’opera.
Qui veniamo a una delle ragioni principali per cui parlerò il meno possibile del contenuto: scoprire il contenuto di questo libro è uno dei piaceri principali e contribuisce in modo significativo al suo valore. Ogni termine, ogni concetto svelato fuori dalle sue pagine è impoverire l’esperienza, anche se di termini e concetti da svelare il libro è strapieno.
Una delle scommesse di Edoardo è montare bella e robusta fantascienza di matrice classica su un impianto di storia che si muove a partire dal presente, con una storia di respiro potenzialmente cosmologico (quanto, lo sapremo con i prossimi due libri) innestata in territori assai vicini e familiari. Dato il contesto che abbiamo intorno, come possiamo aspettarci di trovarlo inalterato, sconvolto, inedito da qui a …anta anni nel futuro?
Le tecnologie, le strutture di potere e di società, le infrastrutture, le problematiche presenti oggi e che, decenni più avanti, sono diventate altro costituiscono un elenco lungo e suggestivo e sospetto che per l’autore infilare (mai gratuitamente, va detto) voce dopo voce nel manoscritto deve essere stato anche un divertimento oltre che l’oggetto di una analisi.
L’ipertesto casca a fagiolo in questo caso. Ogni apparecchio, organizzazione, standard, composto, acronimo, media che compare nel libro ha la propria voce dedicata, linkata ovunque serva nel testo a una pagina di Wikip… di quello che nel racconto è diventata l’enciclopedia del web dopo decenni di evoluzione.
Quindi i termini non familiari si possono chiarire subito e, nel farlo, si acquisisce un substrato di racconto che ci fa approfondire e di conseguenza entrare ancora di più nel racconto stesso. L’intelligenza triplice è stata fare di queste note un ingrediente del racconto invece che un’appendice a fine libro che nessuno avrebbe mai letto, ambientare le note stesse dentro la storia e, la cosa più importante per chi legge, renderle indolori. Un tocco e si va a visitare l’approfondimento, un tocco e si torna esattamente dove eravamo rimasti. Niente scomodità, niente macchinosità, tutto molto chiaro grazie a un linguaggio grafico creato apposta che permette di associare rapidamente ogni situazione della storia a una immagine mentale.
Questo intendo per narrazione ipertestuale. Ovviamente parlo dell’edizione digitale; quella cartacea non offre la stessa possibilità e deve cavarsela in modo più scontato. Non entro nelle politiche editoriali dietro il Montecristo Project; però dico che leggere la storia su carta merita. Leggerla peraltro senza poter avventurarsi nelle note digitalizzate durante la lettura, è perdere qualcosa.
Al prossimo giro si dirà di che cosa fa La prima Colonia .
Lucio “Lux” Bragagnolo
Pagina originale sul blog macintelligence.org
Il secondo volume di questa avvincente saga, si fa leggere rapidamente perché coinvolge e “prende”. Nonostante il ritmo incalzante si percepisce che il bello deve ancora arrivare: un vero “page turner”.
So solo che, chiudendolo, ho avuto la sensazione che le risposte contassero meno delle domande che continuava a lasciarmi. Ed è una sensazione che pochi libri riescono a dare.
Il tema della coscienza, nel rispetto del grande mistero che ancora lo avvolge, è centrale nella trama e viene affrontato da un punto di vista veramente originale. I personaggi, scolpiti benissimo, sono tanti e di notevole varietà.
Il primo “tempo” si è chiuso su una nota trattenuta. Ora vedremo se il secondo si aprirà con un’esplosione sonica che coinvolge l’intera orchestra oppure il tema conduttore si allargherà in un suono più ampio;
Però mi va di segnalarvi un crescendo e una grande apertura (anche d’immagini) che gratifica il lettore negli ultimi capitoli. A tutto ciò aggiungo una nota sulle innovazioni tecniche inserite nel libro dall’Autore.
Il libro fa succedere un sacco di cose, molte delle quali evidentemente predispongono la scena per sviluppi futuri di cui sappiamo nulla, ora. Questo potrebbe lasciare il lettore lievemente incazzato oltre che a bocca asciutta, se fatto male. Oppure ansioso di proseguire la storia, se fatto bene. È fatto bene.
Se amate i colpi di scena questo libro è per voi!
Ogni pagina è Edoardo e la sua vita. Non serve conoscerlo bene, basta leggere la sua bio per rendersi conto di quanto da me scritto.
L’universo de La Prima Colonia è composto da stringhe; per ognuna di queste situazioni c’è una vicenda che si dipana. Come è facile intuire, alla fine le varie stringhe, all’inizio distanti e apparentemente divergenti, si intrecceranno solidamente.
(…) Il libro è talmente ricco di idee che sembra di leggere un romanzo di fantascienza dell’epoca d’oro degli Anni 40 americana, ma con il punto di vista di un autore moderno, privo dì quelle ingenuità e di quelle intenzioni didascaliche che talvolta rendono antiquati i libri che apprezzavamo nella nostra infanzia. (…)
Fantascienza italiana di ottimo livello
Mi sono accostato con grande curiosità poiché sono un discreto conoscitore di fantascienza ma non ho familiarità con le pubblicazioni in lingua italiana
L’ipertesto casca a fagiolo. Ogni apparecchio, organizzazione, standard, composto, acronimo, media che compare nel libro ha la propria voce dedicata e linkata
(…) Ma per quanto riesco recensirò La Prima Colonia come si farebbe da informatici, anche perché l’autore di informatica ne mastica, al punto di portarne tanta e non inutile ovunque,
nella trama come nella struttura. (…)