20260803 Angelo Messina
Il secondo volume di questa avvincente saga, si fa leggere rapidamente perché coinvolge e “prende”. Nonostante il ritmo incalzante si percepisce che il bello deve ancora arrivare: un vero “page turner”.
The Montecristo Project
Recensito in Italia il 3 agosto 2026
Il secondo volume di questa avvincente saga, si fa leggere rapidamente perché coinvolge e “prende”. Nonostante il ritmo incalzante si percepisce che il bello deve ancora arrivare: un vero “page turner”.
Trovo la prosa bellissima e la cura del testo maniacale: le parole e i periodi sono gestiti come musica. Ci sono momenti di grande lirica e altri di pacata “normalità”. La trama è complessa (ma non è una critica che io posso esprimere data la complessità delle mie trame) ma piacevole e i personaggi splendidamente definiti sono decisamente tridimensionali.
Esprimo tutta la mia ammirazione per la splendida e coerente costruzione del mondo di fantasia che continua ad avere sullo sfondo una splendida e futuristica Toscana. I temi dominanti sono quelli della coscienza e della nascita di una IA senziente e il dubbio, molto sentito nel dibattito scientifico odierno, sulla capacità di qualunque intelligenza di esprimere un vero sé. Calare questi temi in una trama degna delle migliori spy-story è opera complessa che riesce piuttosto bene.
Prosegue e migliora la struttura del “libro aumentato” con ampia disponibilità di riferimenti scientifici e precisazioni. Un lavoro notevole e faticoso. Complimenti. Attendo con ansia la terza parte.
Recensione pubblicata su Amazon
Il secondo volume di questa avvincente saga, si fa leggere rapidamente perché coinvolge e “prende”. Nonostante il ritmo incalzante si percepisce che il bello deve ancora arrivare: un vero “page turner”.
(…) Il tema della coscienza, nel rispetto del grande mistero che ancora lo avvolge, è centrale nella trama e viene affrontato da un punto di vista veramente originale. I personaggi, scolpiti benissimo, sono tanti e di notevole varietà. Le loro vite si annodano in percorsi sorprendenti mantenendo una forte ambiguità sui loro veri intenti. (…)
(…) con scienziati ed amministratori di elevato livello, che una umanità minuta e problematica, talvolta perduta ed irrecuperabile, ma altre volte dotata di potenzialità inespresse e in grado di emergere attraverso percorsi di presa di coscienza persino dolorosi, se appena riescono a cogliere un’opportunità (…)
(…) Tanti personaggi, tutti con lo spessore di una vita personale che si disvela nello scorrere delle pagine. Lucas/Muto tra i miei preferiti, assieme a Matteo, ma non vi dico perché, sarebbe uno spoiler. (…)
(…) Questo primo libro fa succedere un sacco di cose, molte delle quali evidentemente predispongono la scena per sviluppi futuri di cui sappiamo nulla, ora. Questo potrebbe lasciare il lettore lievemente incazzato oltre che a bocca asciutta, se fatto male. Oppure ansioso di proseguire la storia, se fatto bene. È fatto bene. (…)
(…) La fantascienza, il fantasy, Tolkien, la musica, il cinema anni 80, l’arte : tutto questo sono Edoardo Volpi Kellermann e la sua cultura e formazione, la sua ispirazione che si ritrova in ogni pagina, uno degli esempi più chiari di quando un artista mette il cuore in ciò che fa. (…)
(…) L’universo de La Prima Colonia è composto da stringhe; per ognuna di queste situazioni c’è una vicenda che si dipana. Come è facile intuire, alla fine del libro (o dei libri) le varie stringhe, all’inizio distanti e apparentemente divergenti, si intrecceranno solidamente. Quante, quali e come va lasciato alla lettura. (…)
(…) Il libro è talmente ricco di idee che sembra di leggere un romanzo di fantascienza dell’epoca d’oro degli Anni 40 americana, ma con il punto di vista di un autore moderno, privo dì quelle ingenuità e di quelle intenzioni didascaliche che talvolta rendono antiquati i libri che apprezzavamo nella nostra infanzia. (…)
(…) L’opera si presenta intrigante sia nella trama sia nella descrizione dei luoghi e dei personaggi ma risente di una certa frammentarietà a causa di un continuo susseguirsi di punti di vista differenti che non sempre si amalgamano in maniera efficiente. (…)